Cos’è la Politica?

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Potremmo rispondere a questa semplice domanda attraverso una riformulazione dei concetti di “Lealtà, defezione, protesta. Rimedi alla crisi delle imprese, dei partiti e dello stato” espressi da Albert Hirschman nel 1970.

come reagireste ad un cambiamento che considerate deleterio?

Ad esempio … :

  • il governo aumenta le tasse universitarie
  • il governo taglia i posti letto negli ospedali pubblici
  • la Corte Costituzionale stabilisce che le manifestazioni di piazza sono incostituzionali
  • la qualità del caffè del bar di Facoltà peggiora

(Questi cambiamenti non sono necessariamente un male per tutti!)

Vi trovate di fronte a tre possibili risposte / opzioni:

  1. Uscita (U) : modificate il vostro comportamento per ottenere il miglior risultato possibile data la nuova situazione
    («defezione»: abbandonare l’organizzazione a favore di un’alternativa)
    si entra in una logica tipicamente economica (“voting with your feet”)
  2. Lealtà (L): non modificate in alcun modo il vostro comportamento
  3. Voce (V): esprimete la vostra posizione per cercare di ripristinare la situazione originale
    («protesta»: denunce, manifestazioni, lobbying, ecc.)
    si entra in una logica tipicamente politica: tentativo di influenzare i processi decisionali

Attenzione: la politica non inizia solo quando si sceglie la “Voce”: lo stesso prendere in considerazione l’opzione “Voce” – ovvero la decisione se rispondere con l’uscita, la voce, o la lealtà – è “politica”

A questo punto il cittadino deve decidere se:

  • accettare il cambiamento senza cambiare il proprio comportamento: rimanere leale (L)
  • accettare il cambiamento e uscire (U)
  • cercare di riappropriarsi dei benefici persi, attraverso la voce (V)

 

La parola POLITICA deriva dal greco antico politikḗ (“che attiene alla pόlis“, la città-stato), con sottinteso téchnē (“arte” o “tecnica”);

Per estensione: “arte che attiene alla città-stato”, talvolta parafrasato forzatamente in “tecnica di governo (della società)”.

Dalla stessa radice (πόλις, pόlis, “città-stato”) derivano anche il sostantivo polī́tēs (πολίτης, “cittadino”) e l’aggettivo polītikós (πολιτικός, “politico”).

« In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica »
(Mahatma Gandhi, Politica)
« L’uomo è per natura un animale politico »
(Aristotele, Politica)

La prima definizione di “politica” risale ad Aristotele ed è legata all’etimologia del termine; secondo il filosofo, “politica” significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano.

Altre definizioni, che si basano su aspetti peculiari della politica, sono state date da numerosi teorici: per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere e monopolio legittimo dell’uso della forza; per David Easton essa è la allocazione di valori imperativi (cioè di decisioni) nell’ambito di una comunità; per Giovanni Sartori la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane.

Al di là delle definizioni, la politica in senso generale, riguardante “tutti” i soggetti facenti parte di una società, e non esclusivamente chi fa politica attiva, ovvero opera nelle strutture deputate a determinarla, la politica è l’occuparsi in qualche modo di come viene gestito lo stato o sue substrutture territoriali.

In tal senso “fa politica” anche chi, subendone effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, prova a premere per un cambiamento legislativo.

 

Approfondimenti: Link1

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