Diritto di Cura: Un motivo in più per sostenere la Liberalizzazione della Coltivazione Personale di Cannabis

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Se si vuole il farmaco e basta, stiamo parlando di un’altra cosa.

Penso che continuando a mescolare le cose si crei solo confusione.

Volere l’autoproduzione per tutti libera COMPRENDE AUTOMATICAMENTE IL VOLER MIGLIORARE LA DISTRIBUZIONE MEDICA.
Mentre voler migliorare la distribuzione medica NON comprende l’autoproduzione.

Se il diritto di curarsi deve essere , chiaramente e velocemente, tutelato e rispettato, allora l’impegno è volto verso le istituzioni che hanno in mano il processo terapeutico, ossia una legge che migliori l’accesso alla cura.

Se l’obiettivo è invece più complessivo, ossia permettere a tutti di usufruire liberamente della cura, allora si deve puntare ad una riforma che si basi sull’autoproduzione.

Provo a spiegarla ancora diversamente:

Se si vuole che AMAZOOOON (scrivo un nome qualsiasi inventato) distribuisca a tutti le cartucce della CANOOON (idem come prima), si deve pressare AMAZOOOON, che ha le autorizzazioni alla distribuzione di cartucce.

Mai AMAZOOOON ti risponderà però: “ok, fattele tu, saltaci!”.

Se invece si vuole poter FARE tutti le cartucce di inchiostro della stampante, allora bisogna che la CONDOTTA SIA LIBERALIZZATA PER TUTTI.

Altrimenti si creano i malati di serie A, e serie B, e serie C, come ora. Alcuni hanno la cura, altri no , alcuni la pagano, altri no, alcuni hanno la ricetta e stanno benissimo, altri non la ricevono e sono in fin di vita. Alcuni possono permettersi di pagare, altri no.

Disponendo una legge che permetta a tutti di rifornire di cannabis le persone e coltivare liberamente per uso personale (liberalizzazione) si annientano le distinzioni che invece una legge SOLO TERAPEUTICA è OBBLIGATA A FARE (ovviamente non penserete che lo Stato possa pagare a tutti la cannabis , o pensate che economicamente riesca in futuro? )

4 Replies to “Diritto di Cura: Un motivo in più per sostenere la Liberalizzazione della Coltivazione Personale di Cannabis”

  1. Dovrebbe aver diritto chi è malato e chi a fatto comunità per eroina e basta i certificati il Dr di famiglia lo fa facilmente Sert ho specialista del la Patagonia di che doffre

  2. OTTIMO! COMPLIMENTI! ANCHE SE STO IN ETA’ ANAGRAFICA ABASTANZA AVANZATA, E SOFRO DI PARECCHI PATOLOGGIE, NON VORREI ANDARE LECARE SEDERE A OGNI UNO TIPO DEI DOTTORI, PER POTER SENTIRE MEGLIO. SONO SEMPRE UN PAZIENTE DI SECONDA SCELTA PER LORO, E DEVO SUBIRE INSULTE E DINIEGHI DI PRESCRIZIONE, CON I VARIE SCUSE, O ANCHE A VOLTE ARROGANTI MINACI SOTTILISSIMO NASCOSTI IN ESPRESSIONI TIPO: “NON TI LO DO E BASTA! QUESTO E TUTTO CHE SI PUO’ FARE PER TE”. DA CHE CAZZO CREDANO D’ESSERCI QUESTI MEDICI, PER NEGARE ME MEDICINALE AUTODETERMINATO, CHE, PER ESEMPIO IN MIA POESIA DI PROVINIENZA, USANO DALLA INFANZA FINO DICESSO? TUTTO BASATO SULL’ DISTRUZIONE DI PIACERE UMANO! BASTA LEGGERE TESTO DI 309 CON ATTENZIONE, E SCOPRI LE COSE INCREDIBILI!!!!!! SE VOGLIO USARE QUESTO TIPO DI SOSTANZA, NON ME DEVANO PROEBIRE, ANCHE TENENDO CONTO, CHE NON PROVOCO LE DANNI ALLO SALUTE PROPRIO. QUESTO GIA UN OPSCINAL, PERCHE IN QUESTA POESIA NON CI SONO SANZIONI PER LE PERSONE CHE SI DISTRUGGANO, SENSA SCOPI VIETATI DALLE LEGGI. DEVA ESSERE LIBERALIZZATA!!!!!!!!!! NON LEGALIZZATA PORZIALMENTE. CON TE STEFANO SONO D’ACCORDO IN PARECCHI COSE! MIEI COMPLIMENTI ANCORA UNA VOLTA.

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