Il Governo riparte e la Cannabis non è tra le sue priorità

alfano-caricatura

Il sistema governativo italiano è ripartito, ed ovviamente, tra le tante priorità non figura una riforma politica sulla cannabis.

Il governo Gentiloni, sulle orme del precedente governo Renzi, ha preso in carico tutte le normative in sospeso, promettendo di portarle a termine per il bene del paese, dimenticando di nominare però la riforma normativa sulla cannabis, ferma nelle commissioni e praticamente stroncabile da parte della maggioranza parlamentare “al governo” presente nelle commissioni, dove regnano PD, NCD e FI, praticamente tutte, o quasi, contrarie a mantenere il testo originale del DDL “Cannabis Legale”.

Molto probabilmente il percorso nelle commissioni continuerà, lentissimo, in modo da mantenere alto l’abbaglio nei cittadini, mentre la reale intenzione sarà quella di eliminare il testo base e proporne uno attuativo con normative terapeutiche attenenti alla sola distribuzione farmaceutica.

Il governo quasi sicuramente procederà con la sua linea di “non esprimersi direttamente”, forte del volere negativo delle commissioni e della sua maggioranza parlamentare appoggiata sul fulcro NCD, che mai tradirebbe, specie ora che è ancor più fondamentale, per fare una riforma che proprio NCD non vuole.

Non ci stupisce che NCD non voglia questa riforma, anche perchè rappresentativa di “massimo” il 4% degli elettori italiani, che rappresenta realisticamente in proiezione il numero di persone contrarie ad una riforma nazionale sulla cannabis (circa 2 milioni di persone), contro 48 milioni di persone che la vogliono, ma ci stupisce come possa un partito politico rimanere in ostaggio alla luce di questi dati.

Eppure, dalle ultime dichiarazioni, sembrerebbe proprio che il partito democratico abbia scelto la via di portare il governo fino a fine legislatura.

Dato questo come “certo”, mi chiedo.. è possibile, nel 2016 e con le riforme internazionali e statali di altri paesi, perdere un anno intero a livello politico su questa riforma, senza discuterne attivamente e realisticamente? E’ possibile che dopo un anno ci propineranno una legge che aumenterà magari solo la distribuzione terapeutica, già esigua oggi?

E’ possibile che per tutto il 2017 i coltivatori di cannabis per uso personale rischieranno l’arresto per la loro condotta che in realtà contrasta narcotraffico e criminalità?

Sarebbe curioso se il nuovo governo trovasse 10 minuti nelle loro “alte” discussioni di questi giorni per illustrarci la sua opinione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *