La mia Fiera a Roma in un giro di mezz’ora.

Nello stanzino delle Associazioni l’aria che si respirava era pesante. Insomma ritrovarsi in mezzo a chi vende olio di carmagnola dicendo che è terapeutico e chi vende formaggi dicendo che metà del ricavato lo cede alla ricerca, non è un bel partire per chi fa realmente volontariato. Si poteva anche pensare: “Eh beh, non lo sapevi?!” Certo. Però vederlo da vicino è un’altra cosa. Ti viene voglia di fumare immediatamente. Il tempo di rollare una canna, che si avvicinano due signori. “Ciao, volevamo sapere se eravate interessati alla rivendita di prodotto svizzero!” “No Grazie” “Ah non siete interessati alla materia prima?” “No grazie. Lei piuttosto, è interessato a sapere le regole del suo prodotto o che in realtà non sta aiutando molto la filiera italiana con queste importazioni?” “Beh amico, ma io devo lavorare” “Eh, c’hai ragione.” Ed a testa bassa chiudo la mia canna. Ho un motivo in più per accenderla, ora. Esco dallo stanzino, semivuoto e nascosto da tre banchi di cilum e negozi di idroponica, che per un secondo ti fanno credere che davvero puoi legalmente fumare cannabis in italia. L’illusione viene confermata qualche passo più avanti. Una signorina, che solo a guardarne il vestito e le forme si ha bisogno di assumere THC per rilassare gli ormoni, mi ferma consegnandomi un volantino. “BidaBuDaBaDa (censura antidenuncia), ti lascio un volantino, passa al nostro stand a provare la nostra cannabis light!” “Certo! Ma scusami, ma posso proprio fumarla?” “Certamente! E’ legale!” “In che senso è legale?! Fumarla? Ma il THC viene rilevato dai test alla guida, o no?” “No, assolutamente. E’ legale. Ha un contenuto inferiore allo ZERO CINQUE PER CENTO.” “Ok.” Demoralizzato ed anche un po’ sconsolato per questo incontro, per quanto l’aver raccontato a memoria una frase ad una commessa sia prassi legittima aziendale, viene da chiedersi ma cosa vogliamo cambiare se non riusciamo a cambiare nemmeno un modo di vendere un prodotto che venderesti comunque. A volte mi chiedo come ragionano le persone. Procedo di qualche passo, giro a sinistra e mi trovo di fronte due ragazze di verde vestite. Come in una selva oscura, ecco che sanno indicarmi la via. La soluzione a tutti i problemi. “Questa cannabis è legale! E’ profumata cosi perchè ci aggiungiamo i terpeni naturali!” esordisce una. La seconda, più timidamente, mi invita a prendere un campione da fumare successivamente. Rifiuto indicando la mia povera e triste canna. Orbene sarà anche gelosa che nessuno la cerca più, penso tra me e me.
Mi ferma un signore, improvvisamente. “Tu lavori qui?” “No, in realtà!” “Ma dimmi, è vero che il cbd è curativo? perchè laggiù mi hanno detto che posso farne uso medico…” “Guarda.. ti spiego…” Dopo 5 minuti di chiacchiere il signore mi ringrazia e ci salutiamo. Ritorno verso lo stand, perchè c’è troppa folla e non si riesce a passare, davvero da nessuna parte. Una signora, di fronte al nostro stand mi ferma e mi chiede “Tu sei di questa associazione?” “Si, certo! Mi dica, signora!” “Beh volevo chiederle, ma lei sa come mai mi hanno detto di non usare più cannabis illegale perchè può farmi male mentre è meglio usare questa che rischio meno e non ho sballo? Ma questa è curativa come quella delle farmacie? Perchè alcuni mi hanno detto di comprarla ma non saprei… cosi chiedo a voi.. se hai tempo…” “Si figuri signora, le spiego…”
Venti minuti dopo riesco finalmente a procedere verso l’uscita. In pratica mi è convenuto tornare a fumare davanti al nostro stand nell’area associazioni. L’unica area deserta della fiera. Esco ed accendo la canna. Si avvicina un signore alla mia destra. Sguardo simpatico, preso bene. Sta rollando un cannone gigantesco. “Uh, che profumo di THC!” afferma l’uomo affiancandomi. “Si sente che questa è quella vera!” rispondo sorridendo. “Beh ma anche tu ce l’hai, no? Vedo che stai fumando..” “No, questa è con il CBD.. posso chiederti un paio di tiri della tua?” “No guarda, finchè finanzi queste situazioni, non ci siamo.” La cannabis è condivisione, assolutamente. Ma dobbiamo cominciare a svegliarci davvero un po’ tutti. Cosa comprate a fare una cosa se ne desiderate un’altra? Tenetevi quei maledetti soldi, non fatevi prendere in giro.
Fumo la mia canna, ripensando che sono diventato veramente stronzo ultimamente, ma che poco c’è da fare.
Se qua non ci si sveglia va a finire che ci lasciano divertire senza THC e quella con il principio attivo la tengono controllata in eterno le case farmaceutiche, supportate anche inconsciamente da terroristi come certe aziende che diffondo disinformazione terrificante, discriminante e pericolosa.
Il sapore di una combinazione unica e naturale di terpeni mi invade il palato, le narici, la gola. Respiro a fondo. L’effetto scalda gli occhi, il cuore e la mente. “Non ti lascerò nelle mani di certi bastardi”, le dico baciandola e portandola dentro di me.

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