Milano, L’ignoranza vuole bloccare il 4.20 Hemp Fest: Appello al Sindaco

Ci verrebbe da sorridere ed indignarci se qualcuno si prendesse la briga di definire “raduno fortemente diseducativo”, ad esempio, la festa dello zucchero che si svolge annualmente dalla Pro Loco di Pontelongo (che saluto e mi scuso se ho dovuto usare questo paragone, ma credo renda l’idea) solo perchè si promulga una pianta che ha anche effetti negativi (lo zucchero viene considerata farmacologicamente una sostanza stupefacente) oltre ai numerosi effetti positivi e piacevoli, figuriamoci se qualcuno provasse a definire in questo modo una manifestazione sociale antiproibizionista tesa a difendere la dignità di una pianta dagli usi immensamente utili per l’essere umano e che fino ad oggi non ha provocato alcun tipo di problematica, ne sociale ne sanitaria (ci scusi la festa dello zucchero, ma a livello farmacologico la cannabis è molto più sicura dello zucchero, seppur venga ancora considerata illegale).

Sarebbe quantomeno maggiormente sensato (anche se farebbe ugualmente ridere ed indignare) probabilmente esporre qualche preoccupazione per le numerose sagre del vino, che è più “pericoloso” a livello farmacologico, soprattutto per l’enorme partecipazione di minorenni a tali feste… eppure no.. niente da fare, anche questa volta l’ignoranza ha dovuto necessariamente sfogarsi contro la pianta di cannabis.

E’ notizia di qualche ora fa che il “centrodestra” milanese nella figura di Silvia Sardone, consigliera comunale di Forza Italia, abbia pronunciato queste parole, che riprendo alla lettera da Repubblica Milano: “questo è un raduno fortemente diseducativo che fa passare messaggi sbagliati, spingendo per la liberalizzazione delle droghe leggere. Ciro Cascone, procuratore capo del tribunale dei minorenni, ha detto chiaramente che iniziative del genere vanno ostacolate: non è accettabile consentire delle manifestazioni della ‘droga libera’ in cui parteciperanno centinaia se non migliaia di giovani, con seri rischi per la loro salute oltre a ovvi problemi di sicurezza. Chiediamo al sindaco di esporsi e dire chiaramente che eventi del genere non possono continuare a moltiplicarsi nel silenzio delle istituzioni”.




Dichiarazioni che spero fortemente che “lascino il tempo che trovano”, ossia il mio commento che altro non può essere che un sonoro quanto sarcastico “ma dite sul serio?”.

Davvero avete il coraggio con tutte le problematiche sociali, politiche e umanitarie dei giorni nostri di impegnare il vostro tempo pubblico (e ben retribuito dai cittadini) per attaccare una pianta la cui liberalizzazione porterebbe solo vantaggi sociali, politici ed economici al nostro paese?

Insiste anche il consigliere regionale della Lega Fabio Rolfi: “La zona individuata per la discutibile manifestazione, a Lambrate, è situata a poche decine di metri da luoghi di recupero per tossicodipendenti, la qual cosa risulta particolarmente offensiva: chiedo che le autorità provvedano a fermare questa manifestazione oltraggiosa e illegale. L’eventuale inerzia significherà un atto di ideale complicità”.




Sinceramente non mi sento di dover commentare necessariamente queste parole che, come spesso mi piace affermare, si autodefiniscono.

Questo articolo è stato scritto per rivolgere il mio personale appello al Sindaco di Milano a rinnovare la fiducia nella cooperazione sociale tesa a incentivare informazione e consapevolezza, e dunque rispondere a queste affermazioni lasciando libera autorizzazione di creare eventi legali nel nostro Comune come sarà l’evento del 20 aprile 2017, il 4.20 Hemp Fest di Milano.

Spero l’appello verrà diffuso e che arrivi al Sindaco, in quanto è necessario terminare di minacciare la libera informazione tramite supposte teorie indimostrabili e che si contrappongono alla realtà dei dati scientifici, manipolati in queste dichiarazioni a loro piacimento.

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