Negata la registrazione alla Chiesa della cannabis

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Respinta in Repubblica ceca la richiesta di registrare, nell’elenco delle religioni ufficialmente riconosciute dallo Stato, la neonata Chiesa della cannabis.

L’inedito sodalizio si presenta come come “comunità di credenti che professano la fede nella cannabis e che si pongono come missione quella di diffondere l’istruzione e la devozione nei benefici di questa pianta, nonché di difendere i diritti dei suoi fedeli”, come si legge sul sito web konopnacirkev.cz: “In nomine cannabis, per coltivare l’amore e la buona salute”.

A negare il consenso, destando la reazione polemica degli aderenti, è stato a Praga il dicastero della Cultura, alla guida del quale c’è tra l’altro un ex sacerdote cattolico, Daniel Herman, del partito Cristiano democratico (Kdu-Csl).

Sarebbe stato proprio lui a intervenire in prima persona perché la richiesta venisse respinta, “perché inammissibile”. “Il ministero, nell’emettere il proprio no, non ha fornito alcun motivo giuridicamente fondato di questo rifiuto, né ci ha spiegato quali siano le condizioni che la nostra chiesa non sarebbe in grado di soddisfare”, si è lamentato Dusan Dvorak, uno dei fautori della nascita della Chiesa della cannabis, il quale ha trattato la questione con gli organi competenti e che ha già presentato il ricorso.

“Si sono limitati a dirci che non può essere considerata una religione quella di persone che adorano una sostanza stupefacente.

Ma non è assolutamente così, non si può giudicare una religione solo col metro di giudizio dei cristiani e dei cattolici.

Si tratta di qualcosa di valore spirituale ben più elevato.

Noi la prendiamo come una missione nei confronti del nostro prossimo.

Vogliamo andare negli ospedali, nelle carceri, e fare del bene ai bisognosi” ha detto Dvorak.

 

FONTE: ADUC

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