In Oregon è iniziata la vendita legale di Cannabis, mentre in Italia ancora “ci vendono fumo”

monopoli

“Vendere fumo” è un simpatico modo di dire per intendere che si racconta una situazione non vera per portare credito alle proprie tesi, che è traducibile nel più semplice “raccontare bugie”.

Beh, in Italia siamo famosi per questo, soprattutto a livello politico, dove si gioca con le affermazioni, magari invertendone il senso ad ogni dichiarazione e rimangiandosi spesso quello che si è precedentemente affermato; ma è il “gioco delle parti” della politica attuale, tristemente ridotta ad essere l’arte del compromesso – al ribasso – probabilmente per quieto “sedere” ( nel senso di stare seduti) sulle poltrone.

Mentre in Oregon, dall’altra parte del mondo sicuramente, ma, nell’era globale di internet e dei trasporti, a due passi da noi, si è iniziata ufficialmente una regolamentazione che permette la vendita di cannabis per qualsiasi uso, purchè si sia maggiorenni (o over 21), l’iscrizione ad albi per poter accedere all’industria della cannabis e soprattutto la coltivazione personale, senza alcun tipo di paranoia o limitazione, se non il numero di piante pro capite, ossia 4.

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Dico paranoia ed intendo proprio questo, perchè in Italia tanti ricercatori e teorici stanno propagandando delle motivazioni contrarie all’autoproduzione personale proprio basandosi su loro paranoie, su dati che se guardati onestamente rappresentano lo zero-virgola di qualsiasi percentuale.

Demonizzare la coltivazione personale allo scopo di favorire un mercato eventuale terapeutico o ludico è oltremodo INUTILE E DANNOSO per la società – bisognerebbe avere un po’ di onestà e SCEGLIERE DA CHE PARTE STARE, perchè NEL MEZZO, in questo caso, NON VI E’ AFFATTO LA VIRTU’, ma un DANNOSO COMPROMESSO PER INTERESSI.

Oltre a questo si aggiunge il gioco burocratico sul DDL “Cannabis Legale”:

Si è praticamente già deciso di rimandarlo alle commissioni, a che pro un passaggio in aula illusorio e forse, spero di sbagliarmi, controproducente (proprio perchè si potrebbe far ora leva sulle tempistiche dell’altro DDL “Legal medical Cannabis”)?

Tempistiche burocratiche che vanno bene solo quando di mezzo c’è la salute sociale o privata dal cittadino.

Ed auguriamoci che non smettano di “vendere fumo” solo per iniziare a vendere solo loro cannabis, la loro cannabis, con il bollino di Stato, e magari un chip nel fusto (che potrebbe danneggiare l’apparato interno della pianta).

 

Buena Vida

 

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