Il Parlamento prende (o perde?) tempo, mentre continua la limitazione della libertà personale

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Dopo il rinvio a “data da destinarsi” del disegno di legge chiamato amichevolmente “Cannabis Legale”, anche se il nome corretto dovrebbe forse essere “Monopolio Statale della Cannabis”, il parlamento intero ed in particolare l’intergruppo per la legalizzazione, che ormai sembra più un nome mitologico che qualcosa di tangibile ed operativo, prendono e perdono tempo a rispondere ai vari convegni e a presenziare a feste in giro per il Paese di stampo chiaramente ambiguo.

Sicuramente posso apprezzare lo sforzo per tentare di convincere i parlamentari sul disegno di legge, ma non credo che una propaganda alle feste di partito sia proprio la strada migliore per un parlamentare, ma capisco che ormai si siano talmente girati su loro stessi che non sanno davvero più come andare avanti.

Forse annulleranno tutto e presenteranno un nuovo disegno di legge, solo medical, come già avvenuto, cosi da evitare le grane di spiegare perchè bocciare quel ddl solo nell’autoproduzione personale.

E intanto, tra emendamenti di appartenenti all’intergruppo contro la loro stessa proposta, tra proposte per scavalcare quella loro proposta, si è arrivati ad uno stallo completo in cui persino Della Vedova non sa più che cosa dire.

E tutto questo mentre il farmaceutico militare si fa vanto di aver coltivato un raccolto che produrrebbe anche una famiglia inesperta con un campo in outdoor.

Ma sul territorio cosa succede?

Si continuano ad arrestare persone, a limitare azioni personali, a frenare la libera crescita delle persone.

Pochi, pochissimi i veri trafficanti arrestati in questa estate; molti, quasi tutti, i coltivatori per uso personale che hanno subito perquisizioni e processi.

Una vergogna italiana.

Mentre il Parlamento perde tempo e prende tempo per decidere forse su come delegare e dividere al meglio gli introiti di una vendita del prodotto cannabis, continua la repressione del coltivatore, intesa proprio come minaccia, probabilmente.

Davvero ci sono poche parole per questa situazione se non un forte invito ai parlamentari, che sarebbero retribuiti anche per rappresentare il popolo ed attuare il volere del popolo e non di quattro partiti che insieme fanno il 3% nazionale.

Nel frattempo il Presidente del Consiglio non si espone; è ora che si punti anche al vertice nelle critiche.

E’ tempo di prendere in mano questa legge del 1990 e rifarla, caro Matteo Renzi.

Tramite l’Associazione FreeWeed stiamo preparando una mailing call al Presidente del Consiglio, è inaccettabile tacere e rimanere in questa condizione.

Seguiranno aggiornamenti sul sito ufficiale FreeWeed.it (www.freeweed.it)

 

Buena Vida

One Reply to “Il Parlamento prende (o perde?) tempo, mentre continua la limitazione della libertà personale”

  1. Tutto vero,resto dell’idea che se unitariamente tutte le componenti favorevoli alla legalizzazione della cannabis ,non convocano una grande manifestazione nazionale ,allo scopo di avere un attenzione mediatica rilevante, non si ottiene nulla,e questa reticenza a mettere in atto questa rimostranza,nell’era della comunicazione a tempo 0 mi suona a dir poco incomprensibile…vi saluto..grazie e buon lavoro……

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