Riflessioni sulle Elezioni Amministrative 2018

Praticamente in quasi un quarto dei comuni (dati provvisori) si procederà al ballottaggio, ma non vedo gente stracciarsi le vesti per le spese di “rivoto”, nè persone chiedere l’incostituzionalità di una elezione singola tra due liste chiuse obbligate.

Perché mai il ballottaggio si può usare per l’attribuzione dei seggi al consiglio comunale, un’assemblea rappresentativa, e non alla Camera dei deputati o al Senato, anch’esse assemblee rappresentative?

Però per le nazionali è un problema mettere queste stesse regole, perchè la Corte Costituzionale non ammette il ballottaggio. Ma scusate ma abbiamo appena visto che è ammesso nelle votazioni amministrative.

Dunque, dove sta la verità?

Prendiamo una analisi dal sito “lavoce.info”:

La Corte nella sua sentenza non ha dichiarato incostituzionale il ballottaggio, ma solo la sua applicazione come prevista dalla legge 52/2015.
L’argomento utilizzato è quello della mancanza di “apparentamento”, cioè della possibilità di associarsi tra liste che hanno passato il turno e quelle che non l’hanno passato. Come si legge nella sentenza, “il turno di ballottaggio non è costruito come una nuova votazione rispetto a quella svoltasi al primo turno, ma come la sua prosecuzione”.
Il premio attribuito quindi non sarebbe stato un premio di governabilità, naturale in una competizione a due, bensì un premio di maggioranza artificioso, avendo escluso dalla competizione elettorale tutte le altre forze politiche. In altri termini, sarebbe inutile porre una soglia minima per l’attribuzione del premio di maggioranza (il 40 per cento nella legge 52/2015), così come richiesto dalla stessa Corte quando aveva dichiarato incostituzionale quello senza soglia della legge elettorale precedente (n. 270/2005, il cosiddetto “Porcellum”), se poi al secondo turno il premio è comunque attribuito, indipendentemente dalla percentuale di voti ottenuta al primo turno.

Nel caso delle elezioni comunali, non solo l’apparentamento tra le liste è esplicitamente previsto, ma il ballottaggio serve in primo luogo a determinare l’identità del titolare del potere esecutivo locale, non la composizione di un organo legislativo. Per la stessa ragione, il sistema delle elezioni parlamentari francese sopravvivrebbe in Italia senza problemi, in quanto incardinato all’interno di un sistema maggioritario, con collegi piccoli, e strumentale proprio a esaltare la rappresentatività del collegio stesso.

Inoltre personalmente scopro oggi che un Parlamentare Eletto può fare anche il Sindaco perchè, a livello costituzionale, è incompatibile la doppia carica per questioni di amministrazione pubblica ma, se il Comune è sotto i 15.000 abitanti, allora nessun problema (Leggi all’Italiana).

Insomma oggi mi tocca l’ennesimo ripasso delle normative che regolano il nostro sistema elettorale.

#BuonaSettimana

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