Come si è arrivati allo stralcio del DDL “Cannabis Legale”?

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Teorie.

Già, perchè quello che sappiamo per certo è che fino alla prossima legislatura non si parlerà più di cannabis e legalizzazione, ma i motivi sono ben distanti dal nostro essere.

Siamo abituati cosi.

Le cose succedono, e sarà stato il destino. Molto spesso il destino però è causato da certe azioni, anzi, quasi sempre.

“E’ la Mafia!” “Stato=Mafia” “c’è il Vaticano”.. le frasi più gettonate sui social network.

Siamo ben lontani, come detto, dalla realtà.

Nessuna Mafia, nessun Vaticano, ma solo ed esclusivamente precisi piani commerciali e politici; ecco come si è arrivati ad oggi.

Mentre da un lato, del quale parleremo poco (abbiamo già detto tutto, si vedano gli approfondimenti precedenti), si spingeva (in accordo con partiti politici di dubbio stampo antipro)  la canapa industriale ad uso umano, facendola addirittura fumare ai ragazzini pur di vendere, dall’altro lato il sistema spingeva per assicurarsi un mercato del THC alle loro condizioni.

Ecco dunque che, mentre i consumatori e le associazioni (FreeWeed esclusa, grazie) si facevano abbindolare dal facile prodotto (da sempre vendibile ed usabile) senza THC, senza la molecola fondamentale, ecco che il sistema preparava la creazione del mercato privatistico, in regime di monopolio, per la coltivazione della Cannabis.

MA andiamo con ordine, e ripercorriamo i fatti, o almeno quelli sotto gli occhi di tutti, e vediamo se “tornano i conti”.

Salto di tre anni. Il DDL “Cannabis Legale” approda in Parlamento; tutti favorevoli, beati loro, tranne FreeWeed, MMM (Million Marijuana March Italia) e la Rete Antipro dei Centri Sociali (qualcuno aveva visto lungo? oppure semplicemente si era informati correttamente?).

Passano pochi mesi e si moltiplicano le iniziative a sostegno di un DDL che, più passa il tempo, più profuma di Monopolio senza autoproduzione.

Partiti Fittizi ed Extraparlamentari che, grazie a fondi pubblici e stipendi annui da parlamentari o referenti comunali, creano iniziative propagandistiche per creare supporto territoriale al DDL, che ne trova, all’inizio, ma, nonostante il tentativo dei mezzi di informazione di nasconderne la vera finalità, si arriva alla discussione degli emendamenti e questa “svela” il gioco: nessuna autoproduzione, il gioco è finito.

La presa di coscienza in quel momento fu collettiva e pericolosa: ed ecco arrivare, precisa e perentoria, l’approvazione della ormai famosa 242 sulla canapa industriale, che, grazie all’interpretazione di certi avvocati (gli stessi dei partiti fittizi sovracitati) permette nuovamente la vendita, illusoria e palliativa, del fiore di canapa industriale (nuovamente perchè in realtà era cosa che prima si poteva già fare), ma sembrerebbe, in prima battuta, permettere maggiori margini, che poi si scopriranno essere solo per il coltivatore e non per il prodotto finale che , se supererà la soglia di 0,5% sarà esso stesso, come il consumatore, vittima della 309/90, la legge che punisce l’uso di stupefacenti.

Ma tanto basta per far accomodare le 4 associazioni antipro italiane che in realtà facevano attivismo solo per trovarsi un bel lavoro nel settore, ed ecco fatto il primo, grande passo, verso lo stralcio: DIMINUIRE LA PRESSIONE SOCIALE.

Ma di sicuro questo non bastava, e dunque perchè non mettere in campo i professionisti?

Ed ecco avviarsi petizioni online esclusivamente riservate all’uso medico della cannabis, medici che si espongono a favore, ma purchè sia farmaco, sennò niente.

Congreghe di medici che diventano dal nulla dispensatori della “ricetta” , chi scontandola, chi facendo accordi commerciali con farmacie, chi minacciando pazienti se parlano di autoproduzione, chi avallando le teorie di Grassi, chi lavorando con Grassi fianco a fianco, cena dopo cena, accordo dopo accordo.

Addirittura ritroviamo sempre una Associazione Satellite del Partito Fittizio nominato in precedenza, che guarda caso è sempre lo stesso in tutte le situazioni “sporche”, che alle audizioni per il disegno di legge in oggetto chiese la divisione della norma in terapeutico e ludico.

Senza vergogna oggi gli stessi piangono del DDL fallito.

Quando invece il loro scopo è raggiunto, ossia essere pronti per distribuire e coltivare la cannabis in regime di monopolio, ma diviso tra aziende autorizzate, situazione per la quale la suddetta Associazione e Partito si sono già organizzati, fondando una SRL addirittura con i fondi dell’Ass. NoProfit, una vergogna globale.

Gruppi fittizi di pazienti coordinati da collusi della peggior specie, tra farmacie e medici, parlamentari e partiti politici, hanno remato per mesi per arrivare a questo momento, nel quale se passa la legge loro possono coltivare per farsi il grano, quello vero.

Ed ecco fatto il secondo, grande passo verso lo stralcio: i pazienti che chiedono “prima noi”, ed ecco accontentate la richiesta.

E’ strano notare come le Associazioni con intenti strani siano sempre le stesse, il partito fittizio che elargisce porcherie sempre lo stesso e le aziende che fanno porcherie siano strettamente correlate a questo partito politico.

Si, mi sento complottista quando scrivo queste cose, so che lo avete pensato; state tranquilli, è solo frutto della mia immaginazione.

Sediamoci tranquilli che c’è chi fa le cose per noi, tranquilli.

 

 

 

 

Purtroppo vivo in Italia, e per i nomi dovrete aspettare il mio libro, che però scriverò quando sarà legalizzata.

 

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