Teorie immaginarie su un sistema immaginario: “Dire A per fare B”

Ognuno ha le sue teorie e, proprio perchè sono teorie, si basano su fatti e finiscono nell’elaborare POSSIBILITA’, che assolutamente POSSONO ESSERE SMENTITE, senza colpa per chi ne elabori la teoria, che appunto come tale andrà poi eventualmente dimostrata.
Finendo nel ramo delle ipotesi, supponiamo dunque che in uno Stato qualsiasi, che chiameremo “Icuci”, i fatti dicano che il Ministero della Salute di questo ipotetico Stato abbia emanato un decreto per abbassare il prezzo di una tal sostanza, che chiameremo “Ambrosia”, nella sua vendita nei negozi dedicati, gli unici autorizzati, che chiameremo “BigKarma”, ovviamente solo ad uso medico, dietro ricetta.
 
A prima vista, parlando con gli attivisti di questo fantomatico Stato, attivisti che chiameremo “FreeAmbrosyer”, appare subito chiaro che l’intento del suddetto Ministero sarebbe quello di tagliare le gambe al mercato della “Ambrosia ad uso medico”, fingendo di abbassare il prezzo favorendo il paziente; il Ministero infatti è necessariamente già a conoscenza dei vari passaggi che deve effettuare la sostanza per essere poi distribuita e dei vari surplus e spese che vi sono nella distribuzione.
Abbassando questo prezzo, dunque, si mettono i distributori finali (BigKarma) nella sgradita condizione di dover scegliere tra:
 
– sospendere la distribuzione della sostanza
– distribuire la sostanza in perdita (frenando il loro mercato e la loro attività)
 
Pare subito chiaro che qualunque di queste due scelte non sia gradita a “BigKarma”.
Ed infatti di fronte a queste scelte “obbligate”, la distribuzione “BigKarma” non rimane certo a guardare, e decide di chiedere un “tavolo tecnico” con il Ministero della Salute, al fine di rimediare al grave “errore”, in realtà volutissimo, che porterebbe più danni che benefici (alla “BigKarma”).
 
Ma SE l’intento del Ministero era quello di tagliare le gambe alla distribuzione del prodotto, perchè poi accettare un tavolo con le suddette “BigKarma”? E qui si sprecano le teorie.
La mia, personale, se vivessi in questo Stato e fosse andato tutto come raccontato, beh sarebbe quella semplice e banale di credere che il Ministero abbia accettato questo tavolo perchè la distribuzione “BigKarma” è, ora come ora, l’anello che tiene “tranquillo” il paziente, lo culla nel conforto della distribuzione della sostanza, ne rallenta in realtà la liberalizzazione e ne frena le idee di “unità e libertà” della sostanza; questo ruolo è troppo importante per il “Sistema”, per il Ministero, quasi più importante del frenare il mercato, perchè TENERE BUONO IL CONSUMATORE e DIVIDERLO è assolutamente la priorità al fine di diseducare i cittadini, allontanarli dalla lotta antiproibizionista ed allo stesso tempo convincerli di una finta protezione delle loro forniture.
Dunque il tavolo è predisposto, e di che si parla?
 
Opzioni:
– Abbassiamo il prezzo di prima produzione cosi torna il guadagno a BigKarma ma ci perde lo Stato
– Rialziamo il prezzo di vendita finale, ci guadagna BigKarma e ci perde il paziente
– Lasciamo tutto come è e lentamente declinerà il mercato ma BigKarma si lamenterà insieme ai pazienti che vedranno diminuire la fornitura
– 4° Opzione che solo i massimi esperti sono in grado di inventare
 
La mia teoria, che mi auguro sia errata, è che sceglierebbero la seconda opzione, ovviamente se tutto questo fosse vero.
 
Sono ovviamente teorie su uno Stato immaginario, sarebbe strano e grave se ciò accadesse davvero anche in Paesi reali.
Più che altro perchè, se cosi fosse, apparirebbe EVIDENTE IL TOTALE DISINTERESSE VERSO IL PAZIENTE, LO SVILUPPO DELLA FORNITURA PER CHI NECESSITI E LA VOGLIA DI INFORMARE E DIFFONDERE CONOSCENZA SUL PRODOTTO FORNITO.
Per fortuna viviamo in Italia e non in “Icuci”.
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