Con tutti i problemi che ci sono sul territorio, segnalate ancora due piantine di cannabis?

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Più che un vero e proprio articolo, questo è un appello a tutte le persone residenti in Italia: smettiamola di segnalare il vicinato per coltivazione personale di cannabis!

Oddio, capisco l’irrefrenabile voglia di partecipare alla propaganda discriminatoria portata avanti dalle destre, ma con tutto quello che potreste fare di utile per il vostro Comune, perchè disturbare la sfera privata di persone che non hanno fatto alcun danno sociale?

Riflettiamo un attimo prima di agire.

Mettiamo pure il caso che una persona sia contraria all’uso di cannabis. Benissimo, nessuno la sta obbligando o la vuole obbligare ad usarla.

Ora, questa persona è contraria anche all’uso di cannabis per gli altri, ed ovviamente si basa sulle ipotesi e paranoie instaurate nella sua mente dalla disinformazione di regime.

Ma se si fermasse a riflettere si renderebbe conto che questa terza persona, alla quale vuole vietare l’uso di cannabis, non è di sua proprietà, e probabilmente ha delle motivazioni personali che lo portano all’uso, e queste situazioni, oltre che essere chiaramente tutelate da trattati internazionali come ICCPR e ICESCR, sono evidentemente parte di una privacy che andrebbe violata solo se queste condotte portassero danni a terzi.

Ed è qui che occorre aumentare la riflessione e spingersi oltre, per comprendere.

L’uso di cannabis NON porta conseguenze negative A TERZI.

(Se non mi credete, cercate pure sul web studi accreditati, che vi segnalerò nel prossimo articolo e che già potete trovare sul sito ufficiale dell’Associazione FreeWeed www.freeweed.it)

Lo spauracchio della guida sotto effetto di cannabis è stato ormai più volte smentito da studi teorici, pratici e da dati di rilevamento.

L’uso di cannabis non aumenta nessun tipo di problematica sociale, ma anzi ne aumenta l’interazione nella maggior parte dei consumatori.

Dunque, anche dopo aver controllato gli studi (ed effettuato magari una prova sul “campo”), si può facilmente notare come l’uso di cannabis non porti alcun tipo di problema a terzi, e quindi dovrebbe rimanere un comportamento NON discriminatorio, nè discriminato.

Arrivati a questo punto occorre seriamente fare un passo successivo che porterà ad una epifania.

Dato per NON NEGATIVO a terzi l’uso di cannabis di una persona, la stessa persona dovrà, se vorrà farne uso (che dovrebbe essere tutelato, e già lo è anche dalla legge, in quanto depenalizzato), ottenere il prodotto da consumare in qualche modo, ovviamente.

A questo punto ci si trova dinnanzi a delle alternative:

  • rifornirsi dalla criminalità organizzata, alimentando il narcotraffico
  • autoprodurre la propria cannabis per il proprio uso personale, contrastando il narcotraffico

(Parleremo più avanti del perchè, anche di fronte ad una terza scelta di eventuale acquisto “legale”, rimane preferibile l’autocoltivazione)

 

Arrivati a questa domanda cruciale spero che il buon vicino, seppur spinto dalla voglia di partecipare alla vita sociale del suo Comune, sappia cosa rispondere e dunque decida di evitare di denunciare altre persone per una condotta che è chiaramente preferibile piuttosto che favorire la criminalità organizzata, avendo chiaro in mente che l’uso personale è parte di una sfera privata e che non danneggia terzi.

 

Ci si può sempre dedicare a denunciare sprechi nelle pubbliche amministrazioni, sprechi elettrici, dissesto stradale, rifiuti a bordo strada e tante altre cose che non vanno in Italia, ma che spesso siamo abituati ad ignorare perchè “più grandi di noi”.

 

Buena Vida

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