Verso l’ennesimo Governo di “larga fuffa” per prendere le pensioni parlamentari?

L’ultimora sembra proprio questa, ovviamente augurandoci che le fonti di Sky siano sbagliate.

Si andrà verso un governo tecnico di durata.. ma quanto? questo non è ancora dato saperlo.

Sicuramente dietro le motivazioni dell’adeguamento della legge elettorale si nascondono le più profonde ed egoistiche motivazioni economiche.

Il problema riguarda deputati e senatori eletti per la prima volta nel 2013, ma oltre a loro anche molti di quelli subentrati a parlamentari che nel frattempo hanno optato per altre cariche (sindaci, europarlamentari, assessori, presidenti o vicepresidenti di Regione etc).

In passato bastava anche un solo giorno da deputati e si aveva diritto alla pensione a vita (come sanno bene decine di ex parlamentari che ricevono ogni mese il vitalizio per essere transitati dal Parlamento come meteore), poi a furor di popolo il regime è stato modificato, nel 2012, introducendo anche per gli onorevoli il sistema contributivo, con la clausola dei 4 anni e mezzo minimi per ottenere la pensione.

Ma di quale partito sono i parlamentari del «partito del vitalizio», quelli che potrebbero tifare per un voto in autunno (dopo il fatidico settembre), o meglio ancora a fine legislatura nel 2018?

Mentre Grillo e i capi del Movimento 5 stelle chiedono il voto subito, anche col disprezzato Italicum, i 91 deputati M5s più gli altri 35 senatori Cinque Stelle hanno versato finora contributi previdenziali che verrebbero persi con le urne anticipate.

Ma sono ancora di più, 209, i deputati del Pd a rischio pensione, e poi anche nella Lega, nel Misto, Sel, Forza Italia e Fdi.

Questo potrebbe spostare la bilancia delle proposte casualmente verso un voto autunnale, imbarazzando e paralizzando il parlamento dietro a maggioranze inventate e frutto di alleanze senza alcun specifico programma di governo?

Alle 18.00 inizieranno le consultazioni; staremo a vedere.

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